Omelia per il Santo Natale

Santo Natale, 2012 Santa Messa

Rallegriamoci tutti nel Signore,  perché è nato nel mondo il Salvatore. Oggi la vera pace è scesa a noi dal cielo.   (ANTIFONA D INGRESSO – S. MESSA NELLA NOTTE DI NATALE)

Carissimi,

solo nella ricerca sincera della pace l uomo vive pienamente la sua vocazione di figlio di Dio. L umanità inquieta ha bisogno di ritornare a credere e a sperare in giorni di pace.

Dio della pace – prega la Chiesa – non ti può comprendere chi semina la discordia, non ti può accogliere chi ama la violenza: dona a chi edifica la pace di perseverare nel suo proposito e a chi la ostacola di essere sanato dall odio che lo tormenta .

Gesù Cristo, Figlio del Dio Altissimo, ancora una volta viene a visitarci dall alto come sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell ombra della morte. AccogliamoLo! Lui solo può illuminare le nostre menti, convertire i nostri cuori, dirigere i nostri passi sulla via della pace. Infatti non si dà pace fra gli uomini se non vi è pace in ciascuno di essi, se cioè ognuno non instaurerà in se stesso l ordine voluto da Dio. «Vuole l anima tua, si domanda Sant Agostino, vincere le tue passioni? Sia sottomessa a Chi è in alto e vincerà ciò che è in basso. E sarà in te la pace: vera, sicura, ordinatissima. Qual è l ordine di questa pace? Dio comanda all anima, l anima al corpo; niente di più ordinato» (Beato Giovanni XXIII – Pacem in Terris n. 59).

Incamminiamoci sulle vie di Dio: vie di verità, di pace, di giustizia, di vita, di amore.

Il tempo di Avvento, che abbiamo appena vissuto, non è stato forse un invito forte e soave a ritornare sulle strade che conducono a Betlemme?

Strade tante volte, troppe volte, abbandonate a causa della nostra insipienza e delle nostre molte illusioni che vengono seminate a piene mani nei nostri giorni stanchi e smarriti. Esortiamoci gli uni gli altri con l invito stesso dei pastori: Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento (Lc 2, 15).

Sappiamo quanto smarrimento e affanno rendono difficile la nostra vita, di quanta fatica non vediamo salario, quanti nostri progetti di bene non sono compresi.

Prepariamoci, allora, a incontrare il Signore. Esortava al proposito sant Ambrogio: «Apritegli la vostra porta quando viene, spalancate la vostra anima, schiudete il vostro interno, così che vi possano essere accolte le ricchezze della semplicità, i tesori della pace, le dolcezze della grazia» (Commento sul Salmo 118).

Che il Signore ci consoli con il suo perdono, ci renda forti e perseveranti bene perché i nostri giorni siano illuminati e guidati dalla sua grazia.

Colmaci dei tuoi doni, Tu che non hai disdegnato di iniziare la vita umana come noi. Facci diventare figli di Dio, Tu che per noi hai voluto diventare figlio dell uomo (cfr Sant Agostino, Discorsi , 184).

La solennità del santo Natale chiama ogni uomo, immerso nel peccato e nella morte, a innalzare i suoi occhi, la sua mente, il proprio cuore alle cose eterne, alle realtà celesti, a ritornare a scrutare e indagare l alto dei cieli. A vegliare, dunque, perché le tenebre del male, del peccato, della mediocrità e della stupidità, appesantiscono i nostri occhi, chiudono la nostra mente, paralizzano il nostro cuore, così da assopirci e sprofondare in un sonno che è smemoratezza, dimenticanza, quasi un vagare lontano da Dio, da noi stessi, dagli altri.

Quale grande carità del figlio di Dio: il suo venire a noi, il suo farsi uomo perché nell uomo si ridesti la nostalgia dei beni perduti e che stanno per essere ritrovati:

O Astro che sorgi, splendore della luce eterna e sole di giustizia, vieni a illuminare coloro che abitano tra le tenebre e nell ombra di morte (dalla Liturgia).

Nell uso biblico l oriente è il punto cardinale da cui arriva all uomo la luce, e perciò la vita e il calore. E non è forse Dio la sorgente per eccellenza della luce e della vita?

Giovanni, l evangelista, nel prologo del suo vangelo, afferma che il Verbo incarnato è la luce vera, quella che era presso Dio e che illumina ogni uomo (Gv. 1,9). Anche se questi non lo accolgono, resta la realtà: Dio è luce e in Lui non c è nessuna tenebra (1Gv. 1,5).

Il cristiano, proprio per questo, pregava rivolgendosi verso oriente.

Carissimi, a quella Luce volgiamo il nostro sguardo: è Lui la vera luce che illumina ogni uomo, che riempie notti e giorni di questo mondo, cosicché, come dice la liturgia bizantina, tutte le cose ne sono illuminate .

Illuminati da quella luce, saremo capaci di vedere chi ci sta accanto nella sua unicità, nella sua preziosità, e così caricarci gli uni degli altri, servire gli uni gli altri nelle diverse miserie e fragilità, fuggendo la falsa carità, l altezzosa compassione, la compiacente sufficienza dei tanti salvatori dell uomo e riformatori della Chiesa.

Quella luce ci strappa dall egoismo e ci rende capaci di offrire agli altri il nostro servizio di amore che raramente, specialmente ai nostri giorni, sarà premiato o applaudito, più spesso rifiutato e crocifisso.

A Natale, Cristo Luce, sarà sostenuto da Maria. Dopo quaranta giorni, nella festa della Presentazione, Cristo Luce sarà presentato al tempio da Maria. Sia la Vergine della Lampada a ottenere la grazia, per quanti celebreranno il Natale, di portare in sé la luce benedetta di Cristo, riflesso dello splendore della gloria di Dio (Eb 1,3).

Interceda per noi la Vergine Madre al cui seno – come canta la tradizione greco-bizantina – i pastori, corsi a Lui come a Pastore, lo mirano, quale Agnello immacolato, nutrirsi ( Inno Akàthistos ).

+ Carlo, vescovo