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MERCOLEDI' DELLE CENERI   versione testuale

26 febbraio 2020


Con il Mercoledì delle Ceneri inizia il cammino quaresimale che ci condurrà alla celebrazione della Pasqua del Signore, il 12 Aprile.
 
La Chiesa in questo tempo prega così: «Ogni anno tu doni ai tuoi fedeli di prepararsi con gioia, purificati nello spirito, alla celebrazione della Pasqua, perché, assidui nella preghiera e nella carità operosa, attingano ai misteri della redenzione la pienezza della vita nuova in Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore».
 
Ed ancora: «Tu hai stabilito per i tuoi figli un tempo di rinnovamento spirituale perché si convertano a te con tutto il cuore e liberi dai fermenti del peccato vivano le vicende di questo mondo, sempre orientati verso i beni eterni».
 
Dunque la Quaresima è cammino, itinerario, nuovo esodo che ci conduce verso la Pasqua. Un itinerario spirituale che vuole condurre ogni uomo di buona volontà alla vittoria sulle insidie dell’antico tentatore e al dominio sulle seduzioni del peccato.
 
L’uomo è chiamato, con l’aiuto di Dio, a questa vittoria, lottando con le armi del digiuno e della penitenza per giungere ad un profondo rinnovamento nello spirito, ad una più autentica riconciliazione con Dio suo Creatore.
 
In questa ottica è attualissima la pratica del digiuno, della preghiera, della carità. Digiunare per essere più presenti a se stessi. Pregare per essere in comunione con Dio. La carità fraterna per testimoniare Dio unico Padre di tutti che vuole che i suoi figli siano gli uni per gli altri dono.
 
 
 
NORME PRATICHE CIRCA IL DIGIUNO E L’ASTINENZA.
 
Il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo tutti coloro che hanno compiuto la maggiore età fino al 60° anno finito sono tenuti al digiuno che consiste nel fare un solo pasto completo durante la giornata e tutti i venerdì di Quaresima coloro che hanno compiuto il 14° anno di età sono tenuti ad astenersi dalle carni.
 
Così anche per gli altri venerdì dell’anno nei quali, comunque, i vescovi italiani hanno stabilito che lo stretto obbligo dell’astensione dalle carni può essere sostituito da qualche altra opera di penitenza: astensione da cibi desiderati e/o costosi; atto di carità; maggior impegno nel sopportare le difficoltà della vita; lettura della Sacra Scrittura; nel prendere un po’ di cibo al mattino e alla sera.
 
 
IL MERCOLEDÌ DELLE CENERI
 
 
 
Il mercoledì delle Ceneri è giorno di digiuno e astinenza dalle carni (così come lo è il Venerdì Santo, mentre nei venerdì di quaresima si è invitati all’astensione dalle carni). Come ricorda uno dei prefazi di Quaresima, «con il digiuno quaresimale» è possibile vincere «le nostre passioni» ed elevare «lo spirito». Durante la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri il sacerdote sparge della cenere benedetta sul capo o sulla fronte. Secondo la consuetudine, la cenere viene ricavata bruciando i rami d’ulivo benedetti nella Domenica delle Palme dell’anno precedente. La cenere imposta sul capo è un segno che ricorda la nostra condizione di creature ed esorta alla penitenza.
 
Nel ricevere le ceneri l’invito alla conversione è espresso con una duplice formula: «Convertitevi e credete al Vangelo» oppure «Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai». Il primo richiamo è alla conversione che significa cambiare direzione nel cammino della vita e andare controcorrente (dove la “corrente” è lo stile di vita superficiale, incoerente ed illusorio). La seconda formula rimanda agli inizi della storia umana, quando il Signore disse ad Adamo dopo la colpa delle origini: «Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, finché non ritornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere ritornerai!» (Gen 3,19). La parola di Dio evoca la fragilità, anzi la morte, che ne è la forma estrema. Ma se l’uomo è polvere, è una polvere preziosa agli occhi del Signore perché Dio ha creato l’uomo destinandolo all’immortalità.
 
 
 
SEGNI: DIGIUNO, ELEMOSINA, PREGHIERA
 
Il digiuno, l’elemosina e la preghiera sono i segni, o meglio le pratiche, della Quaresima. Il digiuno significa l’astinenza dal cibo, ma comprende altre forme di privazione per una vita più sobria.
 
Il digiuno è legato poi all’elemosina. San Leone Magno insegnava in uno dei suoi discorsi sulla Quaresima: «Quanto ciascun cristiano è tenuto a fare in ogni tempo, deve ora praticarlo con maggiore sollecitudine e devozione, perché si adempia la norma apostolica del digiuno quaresimale consistente nell'astinenza non solo dai cibi, ma anche e soprattutto dai peccati. A questi doverosi e santi digiuni, poi, nessuna opera si può associare più utilmente dell’elemosina, la quale sotto il nome unico di “misericordia” abbraccia molte opere buone». Così il digiuno è reso santo dalle virtù che l’accompagnano, soprattutto dalla carità, da ogni gesto di generosità che dona ai poveri e ai bisognosi il frutto di una privazione. Non è un caso che nelle diocesi e nelle parrocchie vengano promosse le Quaresime di fraternità e carità per essere accanto agli ultimi.
 
La Quaresima, inoltre, è un tempo privilegiato per la preghiera. Sant’Agostino dice che il digiuno e l’elemosina sono «le due ali della preghiera» che le permettono di prendere più facilmente il suo slancio e di giungere sino a Dio. E san Giovanni Crisostomo esorta: «Abbellisci la tua casa di modestia e umiltà con la pratica della preghiera. Così prepari per il Signore una degna dimora, così lo accogli in splendida reggia».